Ieri sera è successo qualcosa.
Un ritorno aspettato da centinaia di persone, riservato ai pochi che sono riusciti ad accaparrarsi uno straccio di biglietto per vedere Marco Mengoni all'Arena di Verona. Pochi minuti di video, immagini un po' sfocate, il suono disturbato dalle urla delle fans che, cavolo, lo farei anche io, fanno sentire la loro presenza fisica e mentale a quello che sta succedendo sul palco.
Piano e voce, mai accoppiata migliore. Le parole scivolano leggere insieme alle esperte mani di Piero Calabrese, mica tutta la canzone, un riarrangiamento di "in un giorno qualunque", che a dire la verità non è che sia la mia canzonre preferita, però....però. Come riesce a dominare la voce, a un anno e mezzo di distanza da quel 2 Dicembre 2009, come si sta trasformando, che bello vedere che un artista in cui hai creduto e credi tutt'oggi non abbia deluso coloro che lo hanno aspettato sotto la pioggia.
E adesso un obiettivo: il SOLO. tour, per dimostrare la maturazione artistica di un ragazzo che sì aveva una bella voce, sì aveva un proprio gruppo, ma che è stato solamente due anni fa buttato nella mischia.
E complimenti, Marco, perché so che anche questa volta sarai in grado di alzare la voce e dire che lì, nell'Olimpo dei grandi della musica italiana, ci puoi arrivare anche tu.
P.S: ho scritto questo pezzo di getto,perdonate lo schifo :)
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